lunedì 14 ottobre 2013

David B., Il grande male, Coconino Press


Una perla firmata da David B., il maestro del racconto a fumetti francese: l’opera che ha dato notorietà internazionale e numerosi premi all’autore francese. Ancora una volta il pennino di David B. viene usato come un bisturi di immagini in un rigoroso, puntuale ed efficacissimo bianco e nero. Un segno forte e temerario che inventa soluzioni grafiche e stupisce per una semplicità ricca di mille sfumature. Il grande male non è solo la malattia del fratello dell’autore, o la tragedia della sua famiglia, ma racconta la storia degli uomini attraverso le sue convulsioni epilettiche: guerre e battaglie (la storia con la S maiuscola) filtrate dallo sguardo furbo ma innocente di un bambino.

Peter Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile, Adelphi


James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d’arte della madre, dove non entra mai nessuno: sarebbe arduo, d’altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tendenza come le pattumiere dell’artista giapponese che vuole restare Senza Nome. Per ingannare il tempo, e nella speranza di trovare un’alternativa all’università («Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi piacciono granché»), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite – la lettura e la solitudine –, ma per sua fortuna gli incauti agenti immobiliari gli riveleranno alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Finché un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio... 

Emily Bronte, Cime tempestose



Capolavoro di letteratura inglese e unico romanzo di Emily Brontë. Cime tempestose appare nel 1847 in una Inghilterra già frenata dai pudori vittoriani; è l'unico romanzo di una scrittrice di ventotto anni prossima alla morte perché consumata dalla tisi. Il libro, stampato in proprio e in poche copie, non desta grande interesse; in seguito si imporrà come singolare capolavoro della letteratura inglese. 
Nella solitaria e selvaggia brughiera dello Yorkshire si consuma una tumultuosa e distruttiva passione amorosa. Tutti i tormentati contrasti che s'innescano tra gli abitanti di una agiata dimora a fondo valle e quelli di una fattoria su di un colle ventoso convergono nella figura del trovatello Heathcliff. Le contraddittorie e velenose passioni umane innestano nell'amore la sofferenza e la crudele vendetta.

Isabel Allend, La casa degli spiriti, Feltrinelli


«Barrabás arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia. Già allora aveva l'abitudine di scrivere le cose importanti e più tardi, quando rimase muta, scriveva anche le banalità, senza sospettare che, cinquant'anni dopo, i suoi quaderni mi sarebbero serviti per riscattare la memoria del passato, e per sopravvivere al mio stesso terrore. Il giorno in cui arrivò Barrabás era Giovedí Santo. Stava in una gabbia lercia, coperto dei suoi stessi escrementi e della sua stessa orina, con uno sguardo smarrito di prigioniero miserabile e indifeso, ma già si intuiva – dal portamento regale della sua testa e dalla dimensione del suo scheletro – il gigante leggendario che sarebbe diventato. Era quello un giorno noioso e autunnale, che in nulla faceva presagire gli eventi che la bimba scrisse perché fossero ricordati e che accaddero durante la messa delle dodici, nella parrocchia di San Sebastián, alla quale assistette con tutta la famiglia...»

André Agassi, Open, Einaudi


«Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio, perché non ho scelta. Per quanto voglia fermarmi non ci riesco. Continuo a implorarmi di smettere e continuo a giocare, e questo divario, questo conflitto, tra ciò che voglio e ciò che effettivamente faccio mi appare l'essenza della mia vita...».
Andre Agassi

Uno dei piú grandi campioni di tennis di tutti i tempi si racconta senza pudore in un memoir che ha fatto scalpore nel mondo, non solo in quello del tennis.

Sergio Atzeni, Bellas mariposas, Sellerio


Sergio Atzeni, nato nel 1952 in provincia di Cagliari, e morto nell'isola di San Pietro a sud della Sardegna nel 1995 disse una volta: "Sono sardo, sono italiano, sono anche europeo". Così, scriveva in un italiano aggraziato da innesti di lingua sarda, storie giacenti nel fondo della cultura del suo popolo: ma arricchendole di metafore e sensi ulteriori, posteriori, presenti. Il raffinato editore Sellerio pubblica insieme il suo primo e il suo ultimo racconto: Il demonio è cane bianco, il primo, è una vecchia leggenda sarda, del diavolo che viene a conoscere un paesino; il secondo, Bellas mariposas, è una nuova leggenda sarda, di due ragazzine del melting pot umano di un quartiere popolare di Cagliari che in una giornata conoscono se stesse.


Le meraviglie del possibile. Antologia della fantascienza, Einaudi


Pubblicata per la prima volta alla fine degli 50, questa antologia rimane la migliore e la più completa nel suo genere. Racconti di qualità che esplorano diversi aspetti della SF, tutti però legati al concetto che la fantascienza debba essere una proiezione in scenari e situazioni futuri (o comunque immaginari) delle nevrosi, le problematiche, le ossessioni della vita reale, quella del presente che tutti viviamo e conosciamo. Non un genere di intrattenimento, non solo, piuttosto un diverso modo di intendere la letteratura. Un modo divertente, appassionante, convincente. Una raccolta super consigliata a tutti, soprattutto a chi non ha mai letto nulla di fantascienza e ritenga di non essere attratto da questo genere.