lunedì 14 ottobre 2013
Marc Haddon, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
Quando scopre il cadavere del cane barbone della vicina, Christopher Boone capisce di trovarsi davanti a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, era cosi bravo a risolvere. Percio incomincia a scrivere un libro mettendo insieme gli indizi del caso dal suo punto di vista. E il suo punto di vista e davvero speciale. Perche Christopher ha un rapporto molto problematico con il mondo: è un ragazzo autistico. odia essere toccato, odia il giallo e il marrone, non mangia cibi se cibi diversi vengono a contatto l'uno con l'altro, non riesce a interpretare l'espressione del viso degli altri, non sorride mai. Ma adora la matematica e l'astronomia. Scrivendo il suo libro giallo Christopher inizia a far luce su un mistero ben piu importante di quello del cane barbone. Come e morta sua madre? Perche suo padre non vuole che lui faccia troppe domande ai vicini? Per rispondere a queste domande dovra intraprendere un viaggio iniziatico in treno e in metropolitana, in luoghi e situazioni per lui difficili, approdando a una sorta di eta adulta, orgoglioso di sapersi muovere nel mondo caotico e rumoroso degli altri.
William Golding, Il signore delle mosche, Mondadori
Un gruppo di ragazzi inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, resta abbandonato a se stesso su un'isola deserta e si trasforma in una terribile tribù di selvaggi sanguinari dai macabri riti. Golding nel 1983 ha ottenuto il Nobel per la letteratura.
Gipi, Questa è la stanza, Coconino Press
Giuliano, Stefano, Alex e Alberto sono ragazzi dalla personalità diversa, ma uniti dalla loro profonda passione per la musica. Il padre di Giuliano presta ai ragazzi una stanza per suonare e divertirsi… e grazie a quel luogo tutta la loro vita cambierà! Il nuovo appassionante romanzo a fumetti di Gipi, cantore della vita ed osservatore del reale, duro e spietato, tenero e felice, è un’opera a metà tra il ricordo di quando suonava con un gruppo e lo sguardo appassionato della piccola provincia, ormai diventata cifra stilistica di questo autore.
David B., Il grande male, Coconino Press
Una perla firmata da David B., il maestro del racconto a fumetti francese: l’opera che ha dato notorietà internazionale e numerosi premi all’autore francese. Ancora una volta il pennino di David B. viene usato come un bisturi di immagini in un rigoroso, puntuale ed efficacissimo bianco e nero. Un segno forte e temerario che inventa soluzioni grafiche e stupisce per una semplicità ricca di mille sfumature. Il grande male non è solo la malattia del fratello dell’autore, o la tragedia della sua famiglia, ma racconta la storia degli uomini attraverso le sue convulsioni epilettiche: guerre e battaglie (la storia con la S maiuscola) filtrate dallo sguardo furbo ma innocente di un bambino.
Peter Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile, Adelphi
Emily Bronte, Cime tempestose
Capolavoro di letteratura inglese e unico romanzo di Emily Brontë. Cime tempestose appare nel 1847 in una Inghilterra già frenata dai pudori vittoriani; è l'unico romanzo di una scrittrice di ventotto anni prossima alla morte perché consumata dalla tisi. Il libro, stampato in proprio e in poche copie, non desta grande interesse; in seguito si imporrà come singolare capolavoro della letteratura inglese.
Nella solitaria e selvaggia brughiera dello Yorkshire si consuma una tumultuosa e distruttiva passione amorosa. Tutti i tormentati contrasti che s'innescano tra gli abitanti di una agiata dimora a fondo valle e quelli di una fattoria su di un colle ventoso convergono nella figura del trovatello Heathcliff. Le contraddittorie e velenose passioni umane innestano nell'amore la sofferenza e la crudele vendetta.
Isabel Allend, La casa degli spiriti, Feltrinelli
«Barrabás arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia. Già allora aveva l'abitudine di scrivere le cose importanti e più tardi, quando rimase muta, scriveva anche le banalità, senza sospettare che, cinquant'anni dopo, i suoi quaderni mi sarebbero serviti per riscattare la memoria del passato, e per sopravvivere al mio stesso terrore. Il giorno in cui arrivò Barrabás era Giovedí Santo. Stava in una gabbia lercia, coperto dei suoi stessi escrementi e della sua stessa orina, con uno sguardo smarrito di prigioniero miserabile e indifeso, ma già si intuiva – dal portamento regale della sua testa e dalla dimensione del suo scheletro – il gigante leggendario che sarebbe diventato. Era quello un giorno noioso e autunnale, che in nulla faceva presagire gli eventi che la bimba scrisse perché fossero ricordati e che accaddero durante la messa delle dodici, nella parrocchia di San Sebastián, alla quale assistette con tutta la famiglia...»
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