mercoledì 24 ottobre 2012

graffiti moon

Cath Crowley, Graffiti moon, Mondadori, 2011
Da mesi Lucy insegue Shadow, il più originale, inventivo e misterioso writer di Melbourne. Nessuno lo ha mai visto, nessuno sa nemmeno chi sia, tranne Poet, l'amico che dà i titoli ai suoi graffiti. Ma Lucy è decisa ad incontrarlo. Sa che Shadow è il ragazzo giusto: intelligente, creativo e appassionato di arte come lei. Lo "inseguirà" durante l'ultima notte del college... e scoprirà, finalmente, che le è sempre stato vicino. Lucy e Shadow cercheranno di ritagliarsi un angolo speciale e colorato in un mondo duro e precario come quello che hanno intorno.

Cartoline dalla terra di nessuno



Aidan Chambers, Cartoline dalla terra di nessuno, Fabbri, 2007
Jacob Todd, inglese, per la prima volta all'estero da solo, arriva ad Amsterdam per la commemorazione della battaglia di Arnhem, in cui suo nonno combatté cinquant'anni prima. Geerti Wesseling, anziana signora molto malata, racconta nel suo diario una storia straordinaria di amore e tradimento. Grazie a questa storia la sua famiglia e quella di Jacob sono legate in un modo insospettabile e sorprendente. Tra cene e vagabondaggi per la città, incontri a sorpresa e pellegrinaggi letterari, la visita di Jacob ad Amsterdam si rivelerà molto più che una vacanza

Farsi un fuoco


Christophe Chabouté, Farsi un fuoco, BD, 2009
Tratto da un racconto del geniale Jack London, e disegnato dal grande Christophe Chabouté, la disperata lotta per la vita di un uomo abbandonato a se stesso, sullo sfondo di una natura dura e spietata; un fumetto freddo e tagliente come il ghiaccio. 

una grande terribile bellezza


Libba Bray, Una grande terribile bellezza, Elliot, 2009
Fine Ottocento. Alla morte della madre, la sedicenne Gemma Doyle, trascurata da un padre schiavo del laudano, lascia Bombay dove ha trascorso l'intera infanzia per un severo e cupo collegio femminile appena fuori Londra, la Spence Academy. Qui, dopo molti tentativi, riesce a entrare nell'esclusivo gruppo formato dalla potente Felicity, la vezzosa Pippi e l'imbranata Ann. Dopo il primo periodo di permanenza, costellato di noiose lezioni, rigida disciplina e soprattutto oscure visioni (nonché dalla presenza di Kartik, un giovane misterioso e seducente che l'ha seguita fin dall'India e l'avvisa di non dar retta ai sogni che la funestano), Gemma scopre un diario segreto che le svela l'esistenza dell'Ordine, una congrega di sole donne dedite alla magia e alla ricerca di universi paralleli dove tutto è possibile. 

lunedì 22 ottobre 2012

40 regole per scrivere bene


Le famose regole di Umberto Eco per scrivere bene; aggiungo, anche se di ben altro tono, una grandiosa citazione da un vecchio quanto insuperato manuale di scrittura americano: «Vigorous writing is concise. A sentence should contain no unnecessary words, a paragraph no unnecessary sentences, for the same reason that a drawing should have no unnecessary lines and a machine no unnecessary parts. This requires not that the writer make all his sentences short, or that he avoid all detail and treat his subjects only in outline, but that every word tell» (The Elements of Style by William Strunk, Jr., 1918)


1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
7. Stai attento a non fare... indigestione di puntini di sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
9. Non generalizzare mai.
10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
12. I paragoni sono come le frasi fatte.
13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
14. Solo gli stronzi usano parole volgari.15. Sii sempre più o meno specifico.
16. La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive.
17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
19. Metti, le virgole, al posto giusto.
20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso e! tacòn del buso.
22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
26. Non si apostrofa un articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
32. Cura puntigliosamente l’ortografia.
33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
34. Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.
35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultasseroeccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competente cognitive del destinatario.
39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
40. Una frase compiuta deve avere.
(U. Eco, La bustina di Minerva, Bompiani, Milano, 2000)

domenica 14 ottobre 2012

mancati compleanni

Ricordate Sergio Atzeni? Ne abbiam parlato quando vi ho presentato il suo Figlio di Bakunìn. Sardo cagliaritano (ma anche italiano ed europeo: sono parole sue), il più grande di tutti, là alla fine del millennio scorso.
Oggi, «se nel settembre del 1995 non fosse andato incontro a una fine tanto tragica quanto letteraria, risucchiato dal mare di Carloforte», avrebbe compiuto sessant'anni, e la brava Gigliola Sulis, che insegna a Leeds, ma di Atzeni è stata una delle prime studiose, gli dedica un articolo di compleanno, ottimo per fiutarne l'importanza http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2012/10/14/news/sulla-terra-leggeri-l-ironia-e-il-disincanto-di-un-poeta-delle-citta-1.5859406.

mercoledì 10 ottobre 2012

la weimar greca

Sono monotona: ancora politica internazionale contemporanea, ancora Europa, ancora Barbara Spinelli.

E' che, a mostrare l'atroce legame tra crisi (economiche, morali, politiche) e nazismo, a spiegare cosa può legare Hitler e "albe dorate" (scusa Alba!), è proprio brava. Leggetelo e ripensateci tra qualche mese, a proposito della fine di Weimar e di qualche altra catastrofe del nostro vicino Novecento.

http://www.repubblica.it/economia/2012/10/10/news/weimar_greca-44213009/