lunedì 15 settembre 2014

Programma III A - A.S. 2014-2015


A.    Dante e la Commedia.
Elementi biografici e poetica dell’autore;
Caratteri generali dell’opera, cosmologia dantesca; caratteri metrici e stilistici fondamentali.
Inferno, canti I, III, IV, V, VI, X, XIII, XXVI (lettura analitica e commentata, integrale o selettiva; la scelta dei canti potrà variare).

B. Storia letteraria, con particolare riferimento ai testi d’autore e alle pratiche interpretative:

Letteratura Medievale
Concetti generali, periodizzazione e contestualizzazione storico-culturale e linguistica (Alto-Basso Medioevo; allegorismo; i centri di produzione culturale; gli intellettuali e la vita culturale tra monastero e piazza; il concetto di auctoritas; evoluzione linguistica dal latino alle lingue romanze).

Primi documenti in volgare (Placito capuano e Indovinello veronese).

La poesia religiosa del XIII secolo: San Francesco e il Cantico delle creature.

La lirica cortese: dalla corte provenzale alla corte di Federico II.
Andrea Cappellano, De amore (estratti)
La lirica siciliana (caratteri distintivi e linguistico-stilistici; l’invenzione del sonetto)
Jacopo da Lentini, Stefano Protonotaro

La lirica toscana di transizione e la lirica stilnovista.
Guido Guinizelli, Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, la Vita Nuova (struttura, contenuto e valore storico e letture commentate)

Giovanni Boccaccio
Elementi biografici.
Il Decameron: struttura, temi, lingua e stile, modernità dell’opera.
Lettura integrale commentata di una selezione di novelle

Francesco Petrarca
Elementi biografici, opera e preumanesimo petrarchesco.
Lettura e analisi: Epistulae Familiares, Secretum, Canzoniere:

Il petrarchismo quattro e cinquecentesco
Gaspara Stampa, Pietro Bembo, Francesco Berni

Programma IV A - A.S. 2014-2015


A.    Dante e la Commedia:
Come già accaduto l'anno scorso, ci si propone di di concentrare in quarta la disamina della Commedia, anticipando le lettura dei canti primo e ultimo del Paradiso, messi a confronto, per privilegiare, nel corso del quinto anno di studi, la continuità un percorso cronologico di storia della letteratura moderna e contemporanea (dal Tardo Settecento al Novecento).

Inferno, canto XXVI
Purgatorio, canti I, V, VI, XVI, XVI, XXVII, XXX
Paradiso, canti I e XXXIII (lettura analitica e commentata, integrale o selettiva).

B. Storia letteraria, con particolare riferimento ai testi d’autore e alle pratiche interpretative:

Umanesimo e Rinascimento

Concetti generali, contestualizzazione storico-culturale
Petrarchismo e antipetrarchismo
La trattatistica rinascimentale; 
Niccolò MachiavelliI discorsi; Il principe
Ludovico Ariosto;
Elementi biografici e caratteri generali della produzione, tra tradizione e innovazione
Orlando furioso

Il Seicento tra barocco e scienza

Galileo Galilei;
Elementi linguistici e stilistici;
Il Saggiatore e il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo

La lirica: G.B. Marino e i marinisti
Continuità e rivoluzione; temi e motivi barocchi (il tempo; la vanitas; lo specchio; il labirinto).





Programma V A - A.S. 2014-2015


  1. A: La lirica
    1.     L’età napoleonica, tra Neoclassicismo e prodromi romantici; Ugo Foscolo
    2.     Il Romanticismo europeo; caratteri generali della produzione lirica 
    3.     Giacomo Leopardi: poetica (soprattutto attraverso lo Zibaldone) e produzione lirica; i Canti e le Operette morali
    4.     Simbolismo e decadentismo: casi europei e italiani; Giovanni Pascoli
    5.     Avanguardie e lirica italiani sino al 1930: Futurismo, Ungaretti e Rebora
    6.     Umberto Saba: elementi biografici e poetica; il Canzoniere
    7.     Eugenio Montale: elementi biografici e di poetica; Ossi di seppia; La bufera e altro

    B. Il romanzo e la narrativa
    8.     Il romanzo europeo realista e naturalista: introduzione e caratteri generali
    9.     Alessandro Manzoni: dal Fermo e Lucia ai Promessi Sposi del ’40
    10.  Giovanni Verga e la poetica verista Vita dei campi, I Malavoglia; Mastro-don Gesualdo
    11.  Italo Svevo: elementi biografici e poetica; La coscienza di Zeno
    12.  Luigi Pirandello; elementi di poetica; le Novelle per un anno; il Fu Mattia Pascal;
    13.  Prosa italiana del secondo dopoguerra: Gadda, Calvino, Pavese?


venerdì 6 giugno 2014

R.L. Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde, 1886)

L'avvocato Utterson era un uomo dall'aspetto rude, non s'illuminava mai di un sorriso; freddo, misurato e imbarazzato nel parlare, riservato nell'esprimere i propri sentimenti; era un uomo magro, lungo, polveroso e triste, eppure in un certo senso amabile. Nelle riunioni di amici, quando il vino era di suo gusto, gli traspariva negli occhi qualcosa di veramente umano; qualcosa che non trovava mai modo di risultare nelle sue parole, e che si manifestava, oltre che in quella silenziosa espressione della faccia dopo una cena, più spesso ancora e più vivamente nelle azioni della sua vita. L'avvocato era severo nei riguardi di se stesso; quando si trovava solo, beveva gin, per mortificare l'inclinazione verso i buoni vini; e, sebbene il teatro lo attirasse, non aveva mai varcato la soglia di un teatro in vent'anni.


Voltaire, Candido o l'ottimismo (Candide ou l'optimisme, 1759)

C'era in Vestfalia, nel castello del signor barone di Thunder-ten-tronckh, un giovane a cui la natura aveva conferito i costumi più miti. Il suo aspetto ne rivelava l'anima. Possedeva un giudizio abbastanza retto, unito a una grande semplicità; per questo, credo, lo chiamavano Candido. I vecchi domestici del castello sospettavano fosse figlio della sorella del signor barone e di un onesto e buon gentiluomo delle vicinanze che madamigella non volle mai come marito perché non aveva potuto provare che settantun quarti: il resto del suo albero genealogico era stato distrutto dalle ingiurie del tempo.


Emilio Lussu, Un anno sull'altipiano, 1936

Alla fine maggio 1916, la mia brigata – reggimenti 399° e 400° – stava ancora sul Carso. Sin dall'inizio della guerra, essa aveva combattuto solo su quel fronte. Per noi, era ormai diventato insopportabile. Ogni palmo di terra ci ricordava un combattimento o la tomba di un compagno caduto. Non avevamo fatto altro che conquistare trincee, trincee e trincee. Dopo quella dei "gatti rossi", era venuta quella dei "gatti neri", poi quella dei "gatti verdi". Ma la situazione era sempre la stessa. Presa una trincea, bisognava conquistarne un'altra. Trieste era sempre là, di fronte al golfo, alla stessa distanza, stanca. La nostra artiglieria non vi aveva voluto tirare un sol colpo. Il duca d'Aosta, nostro comandante d'armata, la citava ogni volta, negli ordini del giorno e nei discorsi, per animare i combattenti.


Edgar Allan Poe, Racconti (ed. Feltrinelli), 1844-45

È la verità! Sono nervoso, sono stato e sono molto, molto, terribilmente nervoso; ma perché volete dire che sono un pazzo? Il male ha affinato i miei sensi, non distrutti, non annientati. Più di chiunque altro avevo avuto acuto il senso dell'udito. Ho ascoltato tutte le voci del cielo e della terra. Molte ne ho intese dall'inferno. Per questo sono pazzo? Uditemi! e osservate con che precisione, con che calma io posso narrarvi tutta la storia.
Non è possibile dirvi come in principio l'idea entrò nel mio cervello; ma una volta concepita, essa mi possedé giorno e notte. Non v'era né scopo né passione. Io amavo il vecchio, non mi aveva mai colpito. Non mi aveva mai insultato. Non desideravo affatto il suo oro.

(da Il cuore rivelatore)