venerdì 28 febbraio 2014

Stephen King, Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank



Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank è il misterioso titolo che apre Stagioni diverse, una fondamentale raccolta di racconti di Stephen King. 
Andy Dufrense è un rispettabile bancario di Portland, sposato a una donna bellissima di cui è follemente innamorato. Purtroppo la moglie non contraccambia come dovrebbe e Andy intuisce che probabilmente lo tradisce. Inizia a pedinarla e una sera la sorprende con l'amante. Il giorno dopo vengono ritrovati i cadaveri dei due amanti e gli indizi portano tutti a Andy che viene condannato a due ergastoli, anche se durante il processo si dichiara sempre innocente. In carcere Andy vive appartato, non ama interagire con gli altri galeotti e ha una passione che coltiva scrupolosamente: collezionare e scolpire pietre. Nel tentativo di procurarsi un martelletto per la pietra Andy conosce Red, l'uomo attraverso il quale passa tutto il contrabbando del carcere, e in breve i due diventano amici. Tanto che Red regala ad Andy un poster di Rita Haiworth la diva che il ragazzo venera.
La vita di Andy prende una piega totalmente nuova quando le guardie e il direttore del carcere scoprono i suoi talenti di consulente fiscale, costringendolo a occuparsi delle loro questioni fiscali, ma anche garantendogli un regime carcerario privilegiato.
Andy però non vuole accettare l'idea che la sua vita sarà per sempre quella del carcerato, e coltiva la speranze di libertà. Ma ha senso coltivare false speranze? Non è meglio rassegnarsi al proprio inesorabile destino?

venerdì 6 dicembre 2013

Caso Stamina: due note


«Albert Bruce Sabin fu l’inventore di uno dei farmaci più importanti di tutti i tempi, il vaccino contro la poliomielite, ma non volle mai brevettare la sua idea. La vicenda Stamina ci propone invece una modalità opposta e inquietante di cercare di passare alla storia come benefattore». 
Il primo articolo che posto, pubblicato su stradeonline il 27 novembre scorso dalla giornalista scientifica Silvia Bencivelli ha questo efficace incipit, ed è tutto decisamente interessante. 
Il secondo invece, di poco più recente, è l'editoriale di Giordano Masini sullo stesso sito (stradeonline, del mensile cartaceo «Strade»), del 5 dicembre scorso, su temi affini, ovvero la ricerca scientifica - qui in particolare l'essenza stessa del metodo scientifico - e il dibattito pulsante intorno al caso Stamina.  
Buona lettura!

nb: aggiungo un pezzo di Antonio Scalari, altro bravo e giovane giornalista scientifico, molto chiaro nel riassumere la vicenda. In calce, le 10 domande che lui, insieme a Silvia Bencivelli e altri, hanno posto al giornalista delle Iene che ha contribuito alla nascita del "caso Stamina". 

mercoledì 16 ottobre 2013

Vajont, 9 ottobre 1963

Sul disastro del Vajont, ecco alcuni link interessanti:


Un articolo de «Il Post», efficace, riassuntivo, ricco di immagini, mappe e ulteriori link.
Un servizio di «Internazionale» altrettanto interessante e ricco. 


Lo speciale del «Corriere della Sera» e de «La Repubblica» (il link invia direttamente a un articolo sulle dichiarazioni di Napolitano nel giorno dell'anniversario, ma è poi possibile accedere ad altri articoli correlati).

Un post dal blog «Eco-Logica» di Antonio Cianciullo, esempio di un breve scritto giornalistico sul tema, in chiave attualizzante.





lunedì 14 ottobre 2013

Jared Diamond, Armi acciaio e malattie, Einaudi



Perché alcuni popoli sono piú ricchi di altri? Perché gli europei hanno conquistato buona parte del mondo? La tentazione di rispondere tirando in ballo gli uomini e le loro presunte attitudini è forte. Ma la spiegazione razzista non va respinta solo perché è odiosa, dice Diamond: soprattutto perché è sbagliata e non regge a un esame scientifico. Le diversità culturali non sono innate, ma affondano le loro radici in diversità geografiche, ecologiche e territoriali sostanzialmente legate al caso. Armato di questa idea, Diamond, oggi professore di Geografia alla University of California, si lancia in un appassionante giro del mondo, alla ricerca di casi esemplari con i quali illustrare e mettere alla prova le sue teorie.

Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray



Dorian Gray, un giovane di straordinaria bellezza, si è fatto fare un ritratto da un pittore. Ossessionato dalla paura della vecchiaia, ottiene, con un sortilegio, che ogni segno che il tempo dovrebbe lasciare sul suo viso, compaia invece solo sul ritratto. Avido di piacere, si abbandona agli eccessi più sfrenati, mantenendo intatta la freschezza e la perfezione del suo viso. Poiché Hallward, il pittore, gli rimprovera tanta vergogna, lo uccide. A questo punto il ritratto diventa per Dorian un atto d'accusa e in un impeto di disperazione lo squarcia con una pugnalata. Ma è lui a cadere morto: il ritratto torna a raffigurare il giovane bello e puro di un tempo e a terra giace un vecchio segnato dal vizio.

Daniel Pennac, Il paradiso degli orchi, Feltrinelli


Un eroe, Benjamin Malaussène, che come lavoro fa il "capro espiatorio". Una famiglia disneyana, senza mamme e babbi, con fratellini geniali, sorelle sensitive, una "zia" maschio protettrice di vecchietti, ladri e travestiti brasiliani, una "zia" femmina super-sexy, una misteriosa guardia notturna serba, un cane epilettico. Questa esilarante banda di personaggi indaga su una serie di oscuri attentati, sull'orrore nascosto nel Tempio del benessere, un Grande Magazzino dove scoppiano bombe tra i giocattoli e un Babbo Natale assassino aspetta la prossima vittima. Un'altalena tra divertimento e suspence. Degli orchi si può ridere o si può tremare. Uno scrittore d'invenzione, un talento fuori delle scuole come Pennac, non ha certo paura di affrontarli con l'arma che lui stesso così definisce nel libro: "l'umorismo, irriducibile espressione dell'etica".

Patrick Suskind, Il profumo, TEA


Jean-Baptiste Grenouille, nato il 17 luglio 1783 nel luogo più puzzolente di Francia, il Cimetière des Innocents di Parigi, rifiutato dalla madre fin dal momento della nascita, rifiutato dalle balie perché non ha l'odore che dovrebbero avere i neonati, anzi perché "non ha nessun odore", rifiutato dagli istituti religiosi, riesce a sopravvivere a dispetto di tutto e di tutti. E, crescendo, scopre di possedere un dono inestimabile: una prodigiosa capacità di percepire e distinguere gli odori. Forte di questa facoltà, di quest'unica qualità, Grenouille decide di diventare il più grande profumiere del mondo, e noi lo seguiamo nel suo peregrinare tra botteghe odorose, apprendista stregone che supera in breve ogni maestro passando dalla popolosa e fetida Parigi a Grasse, città dei profumieri nell'ariosa Provenza: sempre accompagnati da quella prosa sontuosa che consente a Suskind - geniale alchimista della scrittura lui stesso - di evocare all'ammaliato lettore colori, sfumature, sapori ed essenze, aromi, odori. L'ambizione di Grenouille non è quella di arricchirsi, né ha sete di gloria; persegue, invece, un suo folle sogno: dominare il cuore degli uomini creando un profumo capace di ingenerare l'amore in chiunque lo fiuti, e pur di ottenerlo non si fermerà davanti a nulla.