venerdì 27 novembre 2015

Prima A: 15 letture

Questi - più o meno in ordine alfabetico - sono 15 bellissimi libri (ognuno a suo modo) adatti ai lettori della vostra età. Ma che età confusa e sfuggente è la vostra! Quali sono i libri "adatti"? Nulla è sicuro... Ci sono quindi libri importanti scritti per adulti (1984 di Orwell è un capolavoro assoluto) e libri più semplici, scritti per lettori giovani e a volte addirittura inesperti, ma non per questo meno belli e curati. Ci sono libri "di genere" (un fantasy, distopici, una autobiografia, gialli) e romanzi meno incasellabili in un genere preciso, ma comunque sempre avvincenti e indimenticabili.
Tutti letti, testati, discussi a volte con vostri compagni di altre classi, a volte scelti con l'aiuto di esperti. Sono certa troverete qualcosa di buono per tutti voi. 

Buona scelta!
André Agassi, Open, Einaudi
David Almond, Il grande gioco, Salani

Paul Dowswell, Auslander, Feltrinelli

Aidan Chambers, Danza sulla mia tomba, BUR

Aidan Chambers, Quando eravamo in tre, BUR

Agatha Christie, Dieci piccoli indiani, Mondadori 

Suzanne Collins, Hunger games (trilogia), Mondadori

Shaun Tan, L'approdo, Elliott

Ursula K. Le Guin, Il mago, Mondadori

Richard Matheson, Io sono leggenda, Fanucci

Meg Rosoff, Fai finta che io non ci sia, Rizzoli

Alice Sebold, Amabili resti, e/o

Stephen King, Stagioni diverse, Pickwick

George Orwell, 1984, Mondadori

Joe R. Lansdale, La sottile linea scura, Einaudi


giovedì 26 novembre 2015

La teoria della relatività spiegata, il giorno del suo centesimo compleanno, da Giulio Peruzzi, fisico, in una bella puntata di Wikiradio (su radio 3, in Podcast; durata 30').

disegno di Tullio Pericoli



martedì 17 novembre 2015




La guerra che verrà non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente.
Bertolt Brecht
Un articolo semplice: 

Due video chiari (a volte opinabili perchè semplificano) sulla Siria e il tema rifugiati (in spagnolo e inglese, sottotitolati)


Alcuni articoli di analisti internazionali



L'analisi lucida e chiara di Lucio Caracciolo su «Repubblica» di oggi (17 novembre) http://www.dirittiglobali.it/2015/11/scacco-al-terrore-in-quattro-mosse/

L'editoriali di Luigino Bruni su «Avvenire» di oggi (17 novembre):
http://www.edc-online.org/it/pubblicazioni/articoli-di/luigino-bruni/editoriali-avvenire/11296-basta-armare-la-guerra.html




venerdì 9 ottobre 2015

Nabucco (donosor)

Domenica 11 ottobre andiamo al Teatro comunale di Cagliari per l’ultima recita del Nabucco, opera giovanile di Giuseppe Verdi, andata in scena per la prima volta nel 1842 alla Scala di Milano.

Prima edizione del Nabucco: Verdi era praticamente sconosciuto al pubblico, e anzi reduce da un mezzo fiasco. Il suo nome dunque non compare nella locandina, in cui viene citato solo Temistocle Solera, autore del libretto. 


La trama come sempre è piuttosto arzigogolata, tesa a condensare in poco più di due ore un elevato numero di avvenimenti: maledizioni, profezie, agnizioni, condanne a morte e salvezze, desideri di potere, prigionie nostalgie e gelosie folli. E se La Traviata (che è del 1853) metteva in scena un tempo e uno spazio ben familiari al pubblico ottocentesco, e poco distanti da noi, il Nabucco è ambientato nella Babilonia più remota, al tempo del re – appunto – Nabucodonosor (e questo in effetti era l’originario nome dell’opera, poi abbreviato perché il pubblico ormai “Nabucco” più agilmente la chiamava) e della sua guerra con il popolo ebreo.

Non vi racconto il plot per intero, potete agevolmente leggerlo qui.

L'immediata popolarità dell’opera, così lontana dal contesto ottocentesco, è dovuta alla grande attualità romantica dei conflitti trattati. Se già la passione di Abigaille e l’afflato religioso che coinvolge lo stesso Nabucco, convertitosi infine al monoteismo di Jehova, sono affini al sentire romantico, l’opera fu percepita come modernissima, nella prima metà dell’Ottocento, soprattutto perché racconta una storia di patria lontana, di schiavitù etnica e di nostalgia per una Nazione perduta, anzi mai esistita davvero. 
Il tema del potere – di vita e di morte, di legge e di forza, di golpe e di lione, per dirla con Machiavelli – è infatti centrale, e rende memorabile la presenza del coro che impersona, al di là di ogni individualismo romantico, un intero popolo schiacciato e dominato ingiustamente, come – nell’idea verdiana – quello italiano di metà Ottocento. Usando le parole di un noto critico musicale, Massimo Mila, «il contrasto fondamentale dell'azione non è tanto di passioni e d'individui, quanto di popoli e di fedi. Due popoli sono in lotta, l'oppressore e il vinto, gli Assiri e gli Ebrei, e attraverso le masse corali parlano un linguaggio pieno di dignità, quale raramente si ritroverà ancora nei cori verdiani». E’ infatti il Va pensiero il momento apicale e più struggente dell’opera, non l’aria di questo o di quel personaggio, come accadeva nella Traviata, in cui Violetta domina la scena. 
Tra le molte presenti su You tube, vi consiglio questa bella esecuzione diretta da Riccardo Muti, eseguita dal vivo al Teatro dell'Opera di Roma, nel 2011. 


L’allestimento che vedremo è stato rappresentato al Teatro Lirico di Cagliari nel 2012, e riproposto oggi visto il grande successo di allora.
Se allora, come ci racconta Maria Paola Masala – brava critica dell’Unione Sarda – i protagonisti presero posizione esplicita contro i licenziamenti dell’Alcoa battendo gli elmetti sulle tavole del palco, oggi l’opera può parlarci ancora dei più deboli, senza lavoro, senza patria e senza identità, esuli forzati, sottomessi a un potere dispotico e violento, e ancora, speriamo, emozionarci. 

Qui il musicologo Raffaele Mellace presenta l’opera al pubblico cagliaritano.

Qui l’intervista (del 2012) alla Abigaille di questo allestimento, Dimitra Theodossiou. 

Qui un assaggio dell’allestimento, per la regia di Leo Muscato. 

Qui, infine, trovate il libretto di sala del Teatro La Fenice di Venezia, con moltissimi spunti e saggi d’approfondimento. 

Ci vediamo domenica!


lunedì 8 giugno 2015

Letture estive...

Consigli e indicazioni di lettura per l'estate 2015


Scegli almeno tre libri da leggere durante l’estate cercando informazioni su quelli che ti paiono più adatti (curiosa su anobii, amazon, ibs.it, qlibri, wikipedia…. Ma soprattutto vai in libreria, chiedi i libri che più ti attraggono e leggine l’inizio!)
Quando li hai finiti, inserisci un commento sintetico in calce a questo post!
Se leggi altri libri che ti sono piaciuti e che ti sembrano interessanti per tutti, consigliali tu a noi sempre qui sotto!

Indicazioni di massima (non vincolanti!):
***: libri per tutti
**** : libri specifici per chi va in quarta Liceo
*****: Libri specifici per chi va in quinta Liceo

AA.VV., Racconti matematici (Einaudi tascabili) classici brevi a tema matematico ***
Abbott, Flatlandia: logica, matematica, fantastico e satirico *****
Austen, Orgoglio e pregiudizio: classico, intramontabile, romantico *****
Calvino, Le città invisibili: intelligente, sorprendente, breve ***
Camilleri, Il cane di terracotta… giallo, italiano/siciliano, divertente, contemporaneo ***
Chevallier, La paura, Grande guerra, antimilitarista, tragico e ironico *****
Crane, Il segno rosso del coraggio, Guerra, violenza, coraggio ***
D’Annunzio, Il piacere, classico, decadente, stile e lingua raffinata *****
De Giovanni, Il senso del dolore, giallo contemporaneo, Napoli fascista, semplice e di qualità ***
Dostoevskij, Il giocatore, classico, innovatore, geniale *****
Eco, Il nome della rosa, medioevo fantastico e realistico, giallo, accattivante ***
Euripide, Medea, teatro classico, bene/male, vendetta, passione ***
Flaubert, Madame Bovary, classico dell’ottocento, spartiacque, insuperato *****
Goldoni, La locandiera, settecento, teatro, divertente, italiano/veneziano ****
Harper Lee, Il buio oltre la siepe, razzismo, formazione, Stati Uniti ***
Hemingway, Addio alle armi – Fiesta, guerra, avventura, uomini, coraggio sangue e morte ***
King, Il miglio verde, razzismo, carcere, mistero ***
Lansdale, In fondo alla palude, razzismo, ansia, contemporaneo ***
Levi, I sommersi e i salvati, shoa, storia del Novecento, memoria *****
Margaret Doody, Aristotele detective, giallo, semplice, antica Atene dei filosofi ***
Maurensing, La variante di Lunenburg, scacchi, nazismo, thriller ***
Meneghello, I piccoli maestri, Resistenza, guerra partigiana, onesto e limpido *****
Pennacchi, Canale Mussolini, Ventennio fascista, migrazioni, lingua accattivante *****
Orwell, 1984, potere, libertà, totalitarismo ***
Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, Grande guerra, trincea, paura e coraggio ***
Rigoni Stern, Il sergente nella neve, Seconda guerra mondiale, storia italiana, moderna epopea *****
Salinger, Il giovane Holden, classico moderno, intramontabile, commovente ***
Saramago, Cecità, campo di concentramento, malattia, difficile, bellissimo *****
Sciascia, Una storia semplice – Il giorno della civetta, mafia, giallo, Sicilia ***
Shakespeare, Amleto – Romeo e Giulietta, teatro seicentesco, classici, intramontabili ****
Sofocle, Edipo re – Antigone, teatro classico greco, tragedie, potere, giustizia, libertà ***
Spiegelman, Maus, fumetto, nazismo, intenso e intelligente ***
Steinbeck, Furore, Bompiani 2015 (rigorosamente!), migrazioni, povertà, libertà *****
Stevenson, Dottor Jekill e Mister Hyde, doppio, bene/male, piccolo ma gigantesco ***
Tolstoj, Anna Karenina, lungo e gigantesco, amore, morte, vita ***
Zola, L’assommoir, classico ottocentesco, alcolismo, perdizione, psicologia *****

Buona lettura!


mercoledì 3 giugno 2015

lunedì 1 giugno 2015

Un giovane libro di 160 anni

Edizione del 1857 con correzioni autografe di Baudelaire

160 anni fa, il 1° giugno 1855 «La Revue des deux mondes» pubblica per la prima volta Les fleurs du mal di Charles Baudelaire. Capolavoro assoluto. 

A Radio3 ce lo racconta oggi - e si può ascoltare e scaricare in podcast - la brava Daria Galateria nella trasmissione Wikiradio (una trasmissione bellissima e utilissima: guardatevi l'archivio, ce n'è per tutti i gusti!).