«Il signor Jones, della Fattoria Padronale, serrò a chiave il pollaio per la notte, ma, ubriaco com'era, scordò di chiudere le finestrelle. Nel cerchio di luce della sua lanterna che danzava da una parte all'altra attraversò barcollando il cortile, diede un calcio alla porta retrostante la casa, da un bariletto nel retrocucina spillò un ultimo bicchiere di birra, poi si avviò su, verso il letto, dove la signora Jones già stava russando.
Non appena la luce nella stanza da letto si spense, tutta la fattoria fu un brusio, un'agitazione, uno sbatter d'ali. Durante il giorno era corsa voce che il Vecchio Maggiore, il verro Biancocostato premiato a tutte le esposizioni, aveva fatto la notte precedente un sogno strano che desiderava riferire a tutti gli animali. Era stato convenuto che si sarebbero riuniti nel grande granaio, non appena il signor Jones se ne fosse andato sicuramente a dormire. Il Vecchio Maggiore (così era chiamato, benché fosse stato esposto con il nome di Orgoglio di Willingdon) godeva di così alta considerazione nella fattoria che ognuno era pronto a perdere un'ora di sonno per sentire quello che egli aveva da dire».
Lunedì 17 marzo un gruppo di ricercatori guidato da John Kovac dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, una delle più importanti organizzazioni scientifiche nel campo dell’astrofisica al mondo, ha annunciato di avere trovato per la prima volta una serie di prove che dimostrano la correttezza dell’inflazione cosmica, cioè la teoria formulata alla fine degli anni Settanta per spiegare ciò che accadde nei primissimi istanti del Big Bang, il momento in cui si creò ed ebbe inizio il processo di espansione dell’universo.
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