giovedì 18 dicembre 2025

Prof io leggerei anche ma

Prof non ho avuto tempo! Prof ho iniziato ma poi l'ho mollato sul comodino! Prof ho troppe cose da fare!

Io lo so, ma io vi vedo anche scrollare ore sul divano nell'ipnosi algoritmica che funziona benissimo, così bene che tempo ne prende, ne prende, ancora ne prende e non lo ridarà mai. Si brucia e finisce lì, un tot di dopamina che dentro lascia pochissimo, il piacere di un attimo, figlio della noia. 

Qualche mese fa ho letto questo articolo sul Post: non solo dà utili consigli (ovvi ma utili, talvola meno ovvi), ma soprattutto vi fa sentire meno in colpa, perchè ciò che vi capita è normale. Qualsiasi cosa faticosa viene scansata a vantaggio di una meno faticosa, a meno di non farci più felici. Ma è come la gioia di fare musica: prima di saper suonare abbastanza da renderci felici, imparare a farlo, abituare il corpo e la mente, è fatica e frustrazione. Ma poi, è bellissimo (beato chi lo sa fare). 

Prof ma gli scrittori sono tutti depressi! Prof ma il protagonista c'ha problemi! Prof ma secondo lei che cosa si era calato questo qui? 

Altra questione scottante: i libri parlano di persone che stanno male («c'hanno problemi!») e sono scritti da persone che ne hanno ancora di più. Vero. Primo, perchè senza conflitto e senza "problema" non si dà una storia che vala le pena di leggere, secondo, perchè scrivere letteratura è una risposta vitale a stati di dolore e disperazione che nelle cose normali (gli amici, gli animali, le medicine, le droghe pure) non hanno trovato conforto. Avete ragione, e a questa faccenda ci hanno anche dedicato un bel podcast intitolato La malattia dell'ostrica. 

La prima puntata è dedicata a quello strepitoso disagiato di JD Salinger, lo scrittore che si è difeso dai batteri della vita scrivendo il libro di cui abbiamo parlato in classe: Il giovane Holden.  

 Bastano 15 minuti di allenamento al giorno, finchè non è finito. Secondo me potete provarci.  

  Il giovane Holden - J. D. Salinger - Libro - Einaudi - Super ...